Il futuro dei droni in Italia passa da formazione, innovazione e collaborazione

Durante il convegno nazionale dedicato al settore droni, promosso dalla Fondazione E-novation presso l’ente di formazione PSB nell’ex base Nato di Bagnoli, istituzioni, aziende e realtà di riferimento del comparto hanno condiviso una visione comune: l’Italia ha davanti un’importante opportunità di sviluppo industriale e tecnologico che non può permettersi di perdere.

Tra i protagonisti dell’incontro anche il Polo Nazionale Droni e il Distretto Aerospaziale Campano (DAC), rappresentato dal presidente Luigi Carrino, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra pubblico e privato come modello strategico per lo sviluppo dell’aerospazio italiano.

Bagnoli come hub per l’aerospazio e l’innovazione

Uno dei temi centrali emersi durante il convegno è stato il potenziale dell’area di Bagnoli come polo dedicato alla ricerca, alla formazione e all’industria aerospaziale.

Massimo Lucidi, promotore del Premio Eccellenza Italiana di Washington DC e degli Stati Generali della Sicurezza in Vaticano, ha sottolineato come lo sviluppo del territorio debba nascere da una visione condivisa e integrata:

“L’eccellenza non è la somma delle eccellenze presenti sul territorio, ma la complementarità che queste riescono a creare.”

Il concetto di partnership pubblico-privato è stato più volte richiamato nel corso della mattinata, anche attraverso gli interventi delle istituzioni regionali e comunali presenti.

Il nodo centrale: la formazione specializzata

Grande attenzione è stata dedicata al tema della formazione professionale nel settore UAS.

Tina Santillo, Operations Manager dell’ente accreditato PSB SRL, ha evidenziato come il mercato europeo dei droni sia destinato a crescere rapidamente nei prossimi anni, ma come manchino ancora figure professionali adeguatamente formate, soprattutto per le operazioni avanzate BVLOS (Beyond Visual Line of Sight).

Secondo i dati richiamati durante il convegno, il mercato europeo dei droni potrebbe raggiungere un valore di 14,5 miliardi di euro entro il 2030, con circa 145.000 nuovi posti di lavoro previsti.

Le competenze richieste spaziano dalla normativa alla gestione del rischio operativo, fino a discipline tecniche come fotogrammetria e termografia.

I droni sono già strumenti operativi

Nel corso dell’incontro è stato sottolineato come i droni siano ormai strumenti utilizzati quotidianamente in numerosi ambiti strategici:

  • monitoraggio ambientale;
  • protezione civile;
  • agricoltura;
  • costruzioni;
  • logistica;
  • rilievi territoriali e archeologici.

Tra gli esempi citati, il monitoraggio del Vesuvio attraverso droni utilizzati dall’INGV e le attività di mappatura dell’area archeologica di Pompei.

Giovani, tecnologia e nuove professioni

Un altro tema affrontato riguarda il rapporto tra nuove generazioni e professioni tecnologiche.

Secondo Tina Santillo, il settore droni rappresenta un’opportunità concreta per attrarre giovani professionisti grazie a caratteristiche molto richieste dalla Generazione Z: innovazione, autonomia, utilizzo della tecnologia e risultati immediatamente visibili.

L’obiettivo, però, deve essere quello di costruire percorsi formativi moderni, continui e realmente orientati alle esigenze del mercato.

Un settore strategico anche per il Made in Italy

Anche Sabrina Zuccalà, presidente del Polo Nazionale Droni, ha ribadito l’importanza strategica del comparto, non solo in termini economici ma anche per la sicurezza nazionale e per la valorizzazione del Made in Italy tecnologico.

Il messaggio emerso dal convegno è chiaro: senza investimenti concreti in formazione, ricerca e filiera industriale, l’Italia rischia di dipendere dall’estero per tecnologie, software e operatori specializzati.

Rassegna stampa e approfondimenti

Di seguito verranno raccolti gli articoli, i contributi e gli approfondimenti pubblicati dalle testate e dai portali che hanno parlato dell’evento e dei temi emersi durante il convegno.

https://www.cronachediabruzzoemolise.it/droni-145mila-posti-di-lavoro-entro-il-2030-e-litalia-puo-essere-capofila
https://www.radionapolicentro.it/droni-145mila-posti-di-lavoro-entro-il-2030-e-litalia-puo-essere-capofila
https://www.appianews.it/droni-145mila-posti-di-lavoro-entro-il-2030-e-litalia-puo-essere-capofila
https://www.cronachedellacalabria.it/droni-145mila-posti-di-lavoro-entro-il-2030-e-litalia-puo-essere-capofila
https://www.cittadi.it/droni-145mila-posti-di-lavoro-entro-il-2030-e-litalia-puo-essere-capofila
Droni, 145mila posti di lavoro entro il 2030 e l’Italia può essere capofila
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